A due anni di distanza dal secondo album, il terzetto inglese torna sul mercato con un nuovo disco in cui provano a togliere ogni dubbio sulle proprie capacità compositive e musicali. Reduci da un album d'esordio (Showbiz, 1999) che cominciò a far girare il nome Muse in giro per il mondo presentando sonorità molto vicine ai Radiohead di Tom Yorke & Co. ma che con una certa ricercatezza nelle melodie, nei riff e grazie alla voce potente di Bellamy, riuscirono a farsi notare come band dalle ottime potenzialità. La band intanto matura passando per Origin of Simmetry (2001) uno dei migliori lavori del gruppo, che alterna pezzi energetici e potenti a pezzi più calmi e "sperimentali" fusi in un songwriting di maggior spessore e carattere, dando il giusto merito al lavoro di Bellamy, uomo macchina tutto fare della band (cantante, chitarrista, tastierista) nonostante l'ottimo lavoro in fase ritmica dato Chris Wolstenholme e Dominic Howard.Absolution segue tutto questo, segnando un passo fondamentale della band: modellare sempre più le canzoni in vista di un successo commerciale che sarebbe arrivato di li a poco, senza abbandonare le atmosfere ora oniriche ora pesanti e "metalliche".
L'album parte con un intro, che fa da preludio ad Apocalypse Please, col suo quasi martellante pianoforte, scandito e seguito dal basso e dalla batteria ad accompagnare la voce di Bellamy, subito calda con le sue modulazioni e acuti in falsetto. Segue il singolo Time Is Running Out, e immediatamente il successo e la "fama" per la band con moltissimi passaggi su Mtv, cosa che ha cominciato a far crescere la loro importanza. Io stesso iniziai a interessarmi e seguirli dopo aver ascoltato questo pezzo fortemente potente, con un giro di basso in evidenza in coppia con uno schiocco di dita nelle strofe fino al ritornello quasi catchy che si conclude però con dei coretti non proprio azzeccatissimi. La successiva Sing for Absolution invece fa rilassare l'ascoltatore, guidato dal piano e dalla voce adesso soave di Bellamy, sempre presente col suo falsetto ormai riconoscibilissimo. Attenzione particolare meritano Hysteria e Stockholm Syndrome: due tracce molto aggressive, dal retrogusto metal che scaraventano chi ascolta in un vortice di potenza sonora unico. La prima, nonostante il suo famoso giro di basso distorto e quella chitarra acida nelle strofe, dimostra l'anima dei Muse, saper fare canzoni potenti, con vari effetti nelle strumentazioni, pur mantenendo una certa commercialità di fondo e una certa melodia portante. La seconda invece, che parla proprio della sindrome di Stoccolma (condizione psicologica in cui una vittima di un sequesto può provare sentimenti positivi per il proprio rapitore, arrivando addirittura ad innamorarsene) è una canzone metal a tutti gli effetti: riff iniziale di chitarra cattivo e duro, entrata della batteria e del basso in un unico flusso musicale che fa da sfondo alla voce di Bellamy che ricorre spesso al falsetto fino al ritornello impreziosito dal piano e sorretto da una sezione ritmica martellante. Altro discorso invece per Falling Away With You, malinconica, triste, eseguita per il primo minuto con solo la voce di Bellamy sorretta da una chitarra pulita, a mostrare quasi i due lati della stessa medaglia, o Butterflies and hurricanes, dove un efficace orchestrazione fa da contorno a una delle canzoni della band più pesantemente influenzate dalla musica classica, basti vedere l'assolo di piano a metà canzone, perfetto. Questo e altro sono i Muse: aggressività, potenza, malinconica, tristezza, energia, influenze classiche in un alchemia perfetta. Purtroppo dopo cominceranno, diremmo fattore naturale, a calare, alternando alti e bassi non raggiungendo fino ad oggi la freschezza dei primi 3 album.
Tracklist:
- Intro
- Apocalypse Please
- Time Is Running Out
- Sing For Absolution
- Stockholm Syndrome
- Falling Away With You
- Interlude
- Hysteria
- Blackout
- Butterflies and Hurricanes
- The Small Print
- Endlessly
- Thoughts Of A Dying Atheist
- Ruled By Secrecy
Lineup:
Matthew Bellamy - Vocals, Guitars, Keyboards and Piano
Chris Wolstenholme - Bass, Background Vocals
Dominic Howard - Drums and Percussions
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